“Fenomeni siccitosi sempre più frequenti. Ecco le armi per contrastarli”

intervento emanuele romano
Intervista a Emanuele Romano, Irsa-Cnr

Programmazione, diversificazione, recupero delle perdite. Sono queste per Emanuele Romano le armi per contrastare fenomeni siccitosi che, negli ultimi anni, si sono fatti sempre più frequenti. Il ricercatore dell’Irsa-Cnr, l’istituto di ricerca che si occupa della gestione e protezione delle risorse idriche, è intervenuto alla riunione dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi critici. Con lui abbiamo approfondito alcune tematiche affrontate nella sua relazione tecnica.


Com’è la situazione, dal punto di vista meteo-climatico?

“In miglioramento rispetto alla situazione di fine marzo. E questo grazie alle piogge abbondanti che ci sono state nel mese di maggio su tutto il Distretto, sia sul versante tirrenico che su quello adriatico”.

In concreto, cosa significa?

“Che i mesi estivi sono in sicurezza, dal punto di vista della richiesta della risorsa idrica. E questo anche nell’ottica di un aumento della popolazione durante la stagione turistica. Dopodiché, bisognerà vedere quanto le precipitazioni di maggio produrranno effetto rispetto al mese di settembre. Alcune sorgenti hanno già fatto registrare un incremento di portata, altre hanno tempi di ricarico più lunghi”.

Com’è il livello odierno, rispetto alla media storica?

“In generale, quest’anno il massimo delle portate delle sorgenti umbre è stato registrato nei mesi di gennaio e febbraio. Poi a marzo si è iniziata a registrare una fase calante, il che di solito non avviene. Le precipitazioni di maggio, come abbiamo detto, hanno inciso positivamente, ma nel complesso il confronto di giugno 2019 rispetto a giugno 2018 indica che comunque le portate erogate sono leggermente inferiori alla media”.

Questo è preoccupante?

“Il fenomeno preoccupante è che nel corso degli ultimi anni gli episodi siccitosi, cioè con disponibilità idrica inferiore rispetto al fabbisogno, avvengono con maggior frequenza”.

E come si può far fronte a una simile situazione?

“Ci dobbiamo attrezzare in maniera tale che i sistemi idrici siano sempre più resilienti”.

Vale a dire?

“Bisogna evitare il più possibile che ci siano sistemi idrici isolati, perché le risorse sono sia di superficie che sotterranee, con tempi di ricarico diversi. E allora è necessario che le  stesse utenze non siano servite da un’unica risorsa. Ovviamente, in quest’ottica, la programmazione è fondamentale. E poi non può mancare un impegno concreto e costante nel recupero delle perdite”.

Anche a livello di utenze domestiche si può fare qualcosa?

“Sicuramente. Un’attenzione agli sprechi e il cosiddetto microrisparmio idrico, con rubinetti intelligenti, frangigetto e simili, può fare molto”.
 

Comunicato Stampa

Relazioni tecniche della riunione

 

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Data di ultima modifica: 31/07/2019
Data di pubblicazione: 25/07/2019