amatrice macerie

Agosto 2016 - Agosto 2019: 

Nasce la piattaforma per permettere ad amministratori, progettisti e cittadini di
ricostruire in sicurezza. Il primo modello europeo di conoscenza del suolo, del sottosuolo
e delle acque per pianificare la ricostruzione sicura nei 138 Comuni colpiti dal sisma di
tre anni e mezzo fa.

Era il 24 agosto 2016, nel cuore della notte. Una scossa di magnitudo 6.0, 299 vite
spezzate, centinaia di migliaia di sfollati. Poi di nuovo nel mese di ottobre, due volte. E
ancora tre mesi dopo, a gennaio del 2017. Altre scosse, altro dolore.
Sono passati tre anni e mezzo dal dramma che ha colpito l’Italia centrale. Per chiudere la
lunga stagione che ha visto l’Italia sempre costretta a inseguire le emergenze e a fare la
conta delle vittime e dei danni, per la prima volta, nell’area appenninica di 8 mila
chilometri quadrati di 4 Regioni (Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria) devastata dagli eventi
sismici del 2016 e 2017, si pongono le basi per la tutela di vite umane, del territorio e del
costruito attraverso la conoscenza scientifica e il controllo in tempo reale del suolo e del
sottosuolo. Si lavora per uno sviluppo territoriale nella massima sicurezza oggi possibile
sia dal punto di vista idrogeologico che sismico.

L’operazione è resa possibile grazie al finanziamento del Progetto POC “ReSTART -
ReSilienza Territoriale Appennino Centrale Ricostruzione Terremoto” del quale l’Autorità
di bacino distrettuale dell’Appennino centrale è il soggetto beneficiario.
Con i tecnici e gli esperti delle Regioni e della Protezione Civile, l’Autorità sta
predisponendo una piattaforma tecnologica con terminali e sensori di controllo del suolo,
del sottosuolo e dei corpi idrici superficiali e sotterranei nell’area appenninica tra le zone
più fragili e sensibili a fenomeni franosi e alluvionali. Saranno mantenuti sotto
osservazione costante versanti franosi e acque attraverso le tecnologie più avanzate oggi
disponibili: radar satellitari per il monitoraggio continuo dei dissesti idrogeologici, droni, modelli di telerilevamento che utilizzano impulsi laser, database storici e di natura tecnico-
scientifica.

Partner del Progetto ReSTART sono il Dipartimento Protezione civile, il Ministero
dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, l’Ispra, il Commissario straordinario
per la ricostruzione e le quattro Regioni interessate dal sisma.
Il lavoro è già cominciato con un team interdisciplinare di 20 professionisti, e sarà costante
anche l’attività di comunicazione ai cittadini.
La piattaforma tecnologica potrà essere utilizzata dai centri funzionali della Protezione
civile, dalle Regioni e dai Comuni e dai gestori di servizi pubblici, e sarà accessibile a
tutti.

Il Progetto ReSTART prevede anche l’attivazione di azioni di comunicazione per la
conoscenza dei fenomeni naturali, l’aumento della consapevolezza dei rischi e la
diffusione dei comportamenti da adottare e delle misure necessarie per l’antisismica
nell’edilizia pubblica e privata. Sono previsti seminari tecnici, incontri pubblici e
interventi informativi nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Un vero e proprio percorso
comunicativo, insieme ai media locali, affiancherà l’enorme lavoro tecnico-scientifico,
dando conto man mano delle attività di monitoraggio e prevenzione che verranno realizzate in questi tre anni.

Spiega Erasmo D’Angelis, Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale
dell’Appennino centrale: “La nostra è una corsa contro il tempo, ce la stiamo mettendo
tutta per creare per la prima volta un modello di prevenzione strutturale, e per consegnare
prima possibile anche ai cittadini che hanno vissuto il dramma del terremoto il nostro
patrimonio di conoscenze tecniche e scientifiche, e mettere tutti gli amministratori pubblici
e i progettisti in grado di poter ricostruire comunità e infrastrutture riducendo al massimo
la portata della gamma dei rischi naturali di territori fragili. Abbiamo l’obbligo di
aumentare le nostre difese con tutte le tecnologie ormai disponibili, e di entrare finalmente
nella nuova stagione della consapevolezza e della prevenzione. È l’unico modo per
proteggere abitanti e il costruito in territori unici e straordinari”.

Data di ultima modifica: 26/02/2020
Data di pubblicazione: 22/08/2019